SIAP Events

Al salone del libro di Parigi

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"FADO", di Marco Volpe

Di Irene amavo gli occhi, la nuca, il coraggio e un certo modo di puntare la lingua contro gli incisivi inferiori nel pronunciare le parole che cominciano per esse impura. Scoglio. Specchio. Stronzo. Quando diceva quelle cose lì, la adoravo.

 

Te adoro, – mi disse lei, la seconda volta in cui ci vedevamo. Tra di noi parlavamo italiano, ma per le stronzate e le frasi romantiche usavamo il portoghese. Era una specie di codice che mi è rimasto appiccicato addosso per parecchio, ad avvelenarmi le conversazioni, anche quando lei non c'era più già da un pezzo.

 

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"L'ARTE DELL'INCONTRO" di Elisabetta GIULIANI

A volte capita che uno si alza la mattina e sa che qualcosa sta per cambiare. 

 

I gesti sono gli stessi. Stessi i rituali, gli obblighi e le responsabilità. Le persone hanno la stessa faccia, puoi incontrarle negli stessi posti. In ufficio, le mail ti arrivano dallo stesso mittente, se le apri diranno probabilmente le stesse cose. E quando la sera t’affretti a rientrare, in quella cosa che chiami “casa”, sai già che tutto avrà lo stesso odore. Di umanità che vive. E di te che la respiri.

 

Eppure, quel giorno li, c’è qualcosa di diverso. 

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"NON PENSIERI ISTERICI NUDI", di Paolo Musano

I sentimenti senza un corpo non funzionano. I primi ricordi emergono solo toccando le cose. Quelli primordiali hanno bisogno della sensibilità della pelle. Il senso non sempre è intellegibile, ma può essere comunque intuito.

 

Il suono è l'origine più facilmente riconoscibile e in quanto tale sarà sempre attraversato dalla parte concava delle parole. Non esistono limiti di spazio e tempo per colui che ha imparato a ricordare. La mente ha un baricentro apparente e si sposta tutte le volte che pensiamo e soprattutto quando sentiamo la gravità di un'emozione. L'attrazione è una forza naturale ma è debole e può essere corrotta...

 

 

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'TRA GLI ARAZZI", di Laura Vegliamore

- Tratto dal romanzo "Di cenere e di carne"-

 

 

La risata di Anouk si perse tra le trame pesanti e polverose dell'arazzo. Thomas cercò di afferrarla nel buio, ma senza riuscirci. Le sue braccia si strinsero contro la stoffa.

 

-  Che fine hai fatto? -  le chiese ad alta voce, ridendo.

 

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"SYNGUE' SABOUR" di Elisabetta Giuliani

Da qualche parte, in una terra dove gli uomini si fanno la guerra, una giovane donna veglia su suo marito. O meglio su cio’ che ne resta. Una pallottola alla nuca lo ha ridotto ad un vegetale. Non parla, non sente, non si muove più. Ci si domanda com’è possibile che sia ancora in vita... 

 

Inizia cosi Syngué Sabour, il film tratto dall’ononimo romanzo dell’autore afghano Atiq Rahimi. 

Ed io che in questo giorno sono a caccia di verità e rivelazioni, ne ho trovata qualcuna in un piccolo cinema a Parigi. 

 

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"DENTRO LA TAVOLA PERIODICA" di Fabrizio Fasano

Albert era un tipo razionale.

 

E da buon scienziato qual'era, spiegava ogni accadimento della sua vita, anche quello più irrazionale ed emotivo, con la forza della ragione. 

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"L’AMORE C’È. O NON C’È", di Francesco A. Russo

L’amore c’è. O non c’è.

 

Una persona semplicemente ama un’altra. O non l’ama.

Non esistono sfumature, gradazioni o mezze tinte. L’epoca in cui viviamo incoraggia situazioni sentimentali ambigue, poco solide, in una sola parola: friabili.

 

Il rapporto tra uomo e donna – nella natura delle cose due persone si piacciono, dunque stanno insieme – si è trasformato in una relazione che definirei composta da uomini di sabbia.

 

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"PER VEDERTI DAVVERO", di Laura Vegliamore

 - Tratto dal romanzo "Di cenere e di carne" -

 

 

- Thomas?

 

La voce di Anouk si insinuò dolcemente tra il sonno e la veglia. Thomas si accorse di sorridere ancora prima di aprire gli occhi. L'oscurità lo colpi', ma  senza spaventarlo.

 

Lentamente i contorni del corpo di Anouk si facevano nitidi nella penombra. Si alzò a sedere, e si accorse di morire di freddo.

 

-  Quanto abbiamo dormito? - chiese ad Anouk, seduta accanto a lui.

- Non più di qualche ora, - gli rispose in un sussurro – è notte fonda.

 

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"ACCORDI" di Elisabetta GIULIANI

La lingua italiana è una lingua ricchissima. Esistono tanti modi per dire la stessa cosa. Li chiamano "sinonimi".

Io non mi fido dei sinonimi. Per un lettore distratto si tratta giusto di una categoria di parole identiche, equivalenti, con uno stesso significato. Quando invece ne hanno uno tutto loro. E ne sono gelose.

 

La differenza tra i verbi scordare e dimenticare, ad esempio, l'ho capita leggendo Dante. 

 

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"PASSIONE", parole e immagini di Marc de Triomphe

La mente e il cuore spesso sono nemici. La nostra mente, l'essere razionali, la continua e a volte inutile riflessione sono tutte cose che ci portano a ostacolare quello che il cuore vorrebbe, quindi lo divora. Io credo che nella vita, tutto giri intorno alla passione. 

 

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"CHE BELLO, SI VA IN VACANZA!" di Chiara Ressico

Era un martedì qualunque di fine estate a Vercelli. C’era il sole e  faceva ancora caldo. Dovevo iniziare il terzo anno al Politecnico e mia sorella doveva entrare a Medicina.

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"LA LUNA SENZA I FALÒ", di Elisabetta GIULIANI

 "Ouverte à tous les vents comme la rose,
  et comme une maison sans maître."
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     Jean AMROUCHE

 

 

Nelle sere d’estate, le donne di un piccolo paesino in provincia di Brindisi hanno una curiosa abitudine. 

 

Passate le nove, quando il sole inizia finalmente a calare e l’aria si fa fresca, vedo puntualmente una delle mie vicine sbucare dalla sua porta. E’ la prima. La seguo con lo sguardo e già so che sta per sistemare un tavolino al di là del marciapiede, giusto davanti casa. Farà poi un rapido cenno d’intesa alla dirimpettaia al balcone che subito scenderà in strada, portando con sé due sedie pieghevoli e uno sgabello.

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"SOGNO E LINGUAGGIO", di Elisabetta Giuliani

Mi sveglio stamattina all'ora scelta dal mio corpo. Privilegio e condanna del tempo delle “vacanze”. Attendo questa pausa tutto l’anno e, quando arriva, non so davvero cosa farne. Oggi ho dormito più del solito. Forse sono stanca. O, forse, ho poca voglia di interrompere troppo presto i miei sogni.

 

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"RAGAZZI, QUESTA E' LA STRADA CHE FACEVA ZOLA TUTTE LE MATTINE" , di Federica Baggio

Non importa dove sei: quando cammini per Parigi, che sia nei vicoli tortuosi di Montmartre o lungo i grandi viali tappezzati di caffè a Saint-Germain-des-Prés, stai camminando sulle tracce di un artista, di uno scrittore, di un poeta. Le impronte sono nascoste dappertutto, tra le insegne luminose dei negozi, dietro alle vetrine delle librerie, tra le seggiole dei bar. Per scoprirle devi essere un bravo osservatore, devi cercare le targhe appese sopra ai portoni, o incastonate nei muri: "Qui ha vissuto... Qui scriveva..."

 

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"L'ACQUA SENZA MEMORIA", di Roberto Cantoni

La musicista new age Enya ci ha fatto una canzone, il regista Héctor Fáver un film, il drammaturgo Shelagh Stephenson una commedia. Ed è bene che la memoria dell'acqua, soggetto di queste tre opere e ouverture di Immersione, resti a far parte del mondo delle arti. Perché, come ipotesi scientifica, lascia il tempo che trova. Cattivo tempo, nello specifico...

 

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"PARIS, RUE DE ROME" di Valeria Nicoletti

Nascosti e brulicanti, ai piedi dei palazzi a sei piani, al riparo dai grandi viali del barone Haussmann, a Parigi ci sono interi quartieri a tema. Utensili da cucina, costumi di teatro, pianoforti, cibo giapponese, ogni curiosità, vezzo, esigenza trova il suo angolo nella capitale. Restando nei paraggi di Montmartre, ai piedi della Basilica, il quartiere intorno al Marché Saint-Pierre, con le piccole stradine intorno, come la rue Seveste, è il regno dei mercanti di tessuti, attraversato senza sosta da signore in cerca di stoffe, scenografi con un intero universo teatrale in costruzione e costumisti impegnati nelle prove.

 

 

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"E COSI SIAP !" di Federica Baggio

Italiani, parigini. Siamo in tanti ad alzarci la mattina sotto l'ala maestosa della Tour Eiffel, a contemplare dalla finestra questi famigerati tetti confondersi nel cielo grigio, a passeggiare lungo la Senna nelle domeniche di sole. Siamo qui per lavorare, per studiare, per trovare ispirazione. L'italiano lo parliamo per strada, nei ristoranti, al telefono. Grazie a internet sappiamo di essere in tanti, quando possiamo ci diamo anche una mano. Ma fino a qualche tempo fa non sapevamo di essere così numerosi a nutrire la stessa passione, più o meno dichiarata, per la scrittura e a ardere dello stesso desiderio di parole...

 

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