"L'ARTE DELL'INCONTRO" di Elisabetta GIULIANI

A volte capita che uno si alza la mattina e sa che qualcosa sta per cambiare. 

 

I gesti sono gli stessi. Stessi i rituali, gli obblighi e le responsabilità. Le persone hanno la stessa faccia, puoi incontrarle negli stessi posti. In ufficio, le mail ti arrivano dallo stesso mittente, se le apri diranno probabilmente le stesse cose. E quando la sera t’affretti a rientrare, in quella cosa che chiami “casa”, sai già che tutto avrà lo stesso odore. Di umanità che vive. E di te che la respiri.

 

Eppure, quel giorno li, c’è qualcosa di diverso. 

Sulla pelle senti come una scarica elettrica. Una specie di brivido positivo. Una sensazione, un’intuizione. Qualcosa sta per far irruzione nella tua vita. Tu non puoi e non vuoi evitarlo. Perché a quell’incontro ti stavi già preparando. Perché senti che ti sta salvando.

 

La prima volta che l'ho visto è stato in un giorno come tanti. Ho spento il pc, ho preso la mia borsa, sono uscita dall'ufficio e sono salita in bus. Avevo appuntamento proprio con lui, non ci conoscevamo ancora.

 

Pochi istanti, una stretta di mano. Poi i suoi occhi che si fermano su di me, s’appoggiano per restare. Dietro gli occhi, una promessa. Come se della mia vita lui sapesse già tutto. Come se, della sua, io sola conoscessi il problema. Che, invece, è la soluzione.

 

L’arte dell’incontro è quella che, nei primi istanti, fa succedere tutto e niente. Lui che prima non c'era, adesso c'è. Ed io, che non sono mai stata, adesso sento gli odori che cambiano, e le facce nuove, e  l’avventura nelle cose quotidiane.  

 

L’arte dell’incontro è quella delle vite quando si sfiorano e non si invadono. Il momento prima della definizione. La vigilia delle certezze. Due che sempre si guardano, ma ancora da lontano. Come per verificare che l'altro ci sia, sulla soglia di casa. Questo basta.

 

Gli incontri veri si fanno solo così. A regola d’arte.