"RAGAZZI, QUESTA E' LA STRADA CHE FACEVA ZOLA TUTTE LE MATTINE" , di Federica Baggio

Non importa dove sei: quando cammini per Parigi, che sia nei vicoli tortuosi di Montmartre o lungo i grandi viali tappezzati di caffè a Saint-Germain-des-Prés, stai camminando sulle tracce di un artista, di uno scrittore, di un poeta. Le impronte sono nascoste dappertutto, tra le insegne luminose dei negozi, dietro alle vetrine delle librerie, tra le seggiole dei bar. Per scoprirle devi essere un bravo osservatore, devi cercare le targhe appese sopra ai portoni, o incastonate nei muri: "Qui ha vissuto... Qui scriveva..."

 

Anche a noi scrittori italiani della SIAP, che ci sentiamo un po' frammenti e un po' custodi dell'anima letteraria di Parigi, ci vuole una guida per capire gli itinerari dei grandi autori che hanno popolato questa città, e che proprio qui hanno composto i loro versi migliori... E neanche a farlo apposta, ne abbiamo trovata una proprio tra i nostri connazionali.

 

È una domenica di marzo e il cielo parigino non ha ancora deciso che vestito mettersi. Alle 12 abbiamo appuntamento con Luca, la nostra guida, alla fermata Pont Saint-Mairie. Saliamo di corsa i gradini della metro e ci troviamo dirimpetto all'Île-Saint-Louis, una piccola lingua di terra accoccolata nella Senna, suggestiva ma meno conosciuta rispetto alla vicina Île-de-la-Cité, da cui la cattedrale di Notre Dame veglia sulla città.

 

Luca è raggiante. Lo riconosciamo subito perché sfoggia un bel distintivo azzurro su cui si legge chiaro Napoleone Tour. Ci presentiamo e ci mettiamo in marcia. Attraversato il ponte che collega l'Île-Saint-Louis alla terraferma, la nostra prima tappa dista pochi passi: un bell'immeuble in stile Haussmann, tipico qui a Parigi, con un alto portone di legno, e una targa che dice Hotel de Lauzun. Stiamo per passare oltre, ma Luca ci richiama con un: "Alt, ragazzi! Ci fermiamo qui!". E "qui" è niente di meno che il palazzo in cui abitava Charles Baudelaire a metà dell'Ottocento. "Quando ancora aveva un po' di spiccioli in tasca," ci spiega Luca, mostrandoci la finestra da cui Monsieur Spleen si affacciava a pensare, e forse anche a prendere aria quando il fumo dell'oppio gli annebbiava la stanza.

 

E così, una via dopo l'altra, un portone dopo l'altro, seguiamo Luca alla scoperta degli angoli un po' nascosti di Parigi, dove personaggi come Victor Hugo, Georges Simenon, Jean-Paul Sartre, Ernest Hemingway e James Joyce abitavano, lavoravano, passeggiavano, s'incontravano, si scambiavano baci segreti, qualche volta adulteri.

 

Di fronte alla chiesa medievale di Saint-Julien-Le-Pauvre, nascosta in un vecchio cimitero ai bordi della Senna, fantastichiamo sulle probabilità che Dante nel lontano 1300 fosse venuto fino a Parigi, per mischiarsi ai primi studenti e professori della Sorbona, che proprio in quegli anni cominciava a vedere la luce.

 

In piazza dell'Odeon, uno dei più antichi e famosi teatri parigini, ripercorriamo la storia dell'amore tormentato tra il giovane poeta maudit Arthur Rimbaud e lo sconsolato Paul Verlaine. Ci commoviamo un po' passando di fronte al 39 di rue Descartes, nel Ve arrondissement, dove Verlaine muore a 51 anni, rovinato dall'alcool, dalla polmonite e dai rimorsi.

 

Il sorriso ci torna presto però. Appena svoltiamo l'angolo, ci troviamo nel set del film di Woody Allen, "Midnight in Paris". Ci sediamo anche noi sui gradini della cappella Saint Etienne-du-Mont, su quella magica scala dove ogni notte il protagonista del film comincia il suo viaggio nel passato letterario di Parigi.

 

Il nostro percorso si conclude di fronte all'ufficio di Hemingway, a pochi metri dalla Place de la Contrescarpe, da cui si srotola stretta e colorata la dolce rue Mouffetard, dove gli studenti del quartiere latino si radunano la sera intorno alla birra meno cara della Rive Gauche.

 

Ringraziamo Luca e ci salutiamo, sapendo che il nostro non è un addio, ma un arrivederci - e a prestissimo!

 

C'è una matrice comune che lega SIAP e Napoleone Tour: entrambe abbiamo un'anima italiana, la passione per Parigi, la voglia di riscoprire continuamente questa città e di farla (ri)scoprire ai nostri connazionali con i gesti e con le parole. Dunque siamo già al lavoro per dare forma, attraverso la nostra sinergia, a tanti progetti comuni.

 

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